Articles

Aceto di mele prima di dormire: effetti benefici sulla salute

Pubblicato il 04 October 2021

La cena abbondante, troppo tempo passato davanti al pc durante la giornata ed ecco che la nottata insonne è dietro l’angolo. Oltre a numerosi consigli medici da seguire, in queste occasioni vi sono piccoli rimedi casalinghi che apportano un immediato beneficio, avendo pochissime controindicazioni. Bere aceto di mele la sera, ad esempio, può aiutarci a risolvere parte dei fastidi e a trascorrere una notte serena.

Perché bere aceto di mele prima di dormire


Bere aceto di mele prima di dormire può aiutare a distendersi e quindi a ritrovare il sonno perduto. Responsabile di questo effetto calmante, pare essere il potassio in esso contenuto. A questa sostanza si deve il rilassamento muscolare e la calma che ne deriva. Un corpo rilassato è anche un corpo che si addormenta più facilmente e mantiene più a lungo un sonno calmo e pacifico. Dormire bene, poi, vuol dire affrontare al meglio il nuovo giorno.

Quindi l’aceto di mele ci aiuta con l’insonnia in modo semplice. Basta diluire due cucchiai di aceto in un grande bicchiere di acqua, magari tiepida e addolcire la miscela con poco miele. Il trucco per far funzionare questo rimedio della nonna sta nello scegliere un aceto di alta qualità. Compriamone uno che contenga la madre dell’aceto, quell’insieme di elementi, leggermente filamentosi, che permettono al buon sidro di mele di trasformarsi in aceto. L’aceto con madre si presenta leggermente torbido, questo è il segno che, al suo interno, si saranno mantenute inalterate tutte le proprietà nutritive delle mele. Il nostro MelaMadre è realizzato proprio così, partendo da 5 varietà di mele italiane biologiche premute con cura e lavorate dai nostri maestri acetai che ne ottengono un prodotto dal gusto inconfondibile e dalle molte proprietà benefiche.

Dopo aver bevuto acqua e aceto di mele mettiamoci a letto, assumiamo una posizione comoda e spegniamo tutte le fonti luminose nelle nostre vicinanze. Possiamo anche scegliere di farci aiutare da qualche brano di musica rilassante o da rumori bianchi, avendo cura, però, di impostare un timer per lo spegnimento di qualsiasi dispositivo elettronico.

C’è chi consiglia di aggiungere all’aceto di mele del bicarbonato e di bere il composto prima di dormire. Questa miscela aiuterebbe la digestione favorendo quindi un sonno più sereno. Se soffriamo di questi problemi è consigliabile anticipare l’ora della cena, evitare cibi salati o troppo grassi che invogliano a bere durante la notte, preferire alimenti facilmente assimilabili o che aiutino a dormire più sereni. È noto, ad esempio, che il triptofano contenuto nella pasta cotta aiuta a dormire meglio.

L’aceto di mele e glicemia

Teniamo a mente, poi, che l’aceto di mele è un ottimo alleato per chi soffre di problemi legati ai livelli di glicemia nel sangue. È importante, soprattutto per questi soggetti, mantenere concentrazioni accettabili di glucosio nel sangue, per questo si è a lungo ricercato quali possano essere dei cibi o anche dei pattern dietetici che possano aiutare le persone diabetiche a gestire la loro condizione anche attraverso una corretta alimentazione.

Nel 2007 uno studio medico scientifico ha indagato sull’assunzione di aceto prima di andare a dormire. I ricercatori cercavano di dimostrare che la pratica potesse aiutare a ridurre la concentrazione del glucosio a digiuno del mattino successivo negli individui con diabete tipo 2. Gli scienziati partivano da alcuni studi precedenti e ovviamente dai dati che ne erano derivati, secondo i quali assumere aceto durante i pasti riducesse la glicemia postprandiale. Ai pazienti veniva fatto ingerire dell’aceto (30ml) prima di coricarsi e veniva verificato se questo fosse in grado di moderare le concentrazioni di glucosio al risveglio negli adulti con diabete tipo 2.

I risultati hanno suggerito che assumere aceto prima di andare a letto può influenzare favorevolmente le concentrazioni di glucosio al risveglio di tali soggetti. L’effetto antiglicemico dell’acido acetico, componente attivo dell’aceto, potrebbe essere attribuito alla ridotta digestione dell’amido e/o al ritardato svuotamento gastrico. Tuttavia, sono necessarie più indagini per studiare il meccanismo mediante il quale l’aceto altera la glicemia postprandiale e il glucosio a digiuno.